La Voce del Longano

Negatività Barcellonesi

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Un’altra vergogna barcellonese…

La tassa parcheggio asservito all’attività commerciale…Un ulteriore vergogna barcellonese pianificata e realizzata dal nostro Comune solo per fare cassa. In un periodo in cui per colpa della crisi economica che tormenta tutti i cittadini e soprattutto i commercianti (per l’eccesivo peso e sovraccarico fiscale). Il nostro Comune invece di alleggerire tali sofferenze dei nostri commercianti, li ha ancora una volta aggravati e caricati con una nuova mazzata!

 

Il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto con le nuove norme tecniche di attuazione delle previsioni urbanistiche nel settore commerciale con l’art. 30 del nuovo regolamento s’inventa una nuova tassa comunale e annuale e relativa al parcheggio asservito all’attività commerciale. La Politica a Barcellona da diversi anni produce soltanto potere e benessere per chi la pratica ma ha offerto ben poco o nulla ai suoi concittadini. E’ facile demandare alla cittadinanza e alle fasce sociali più deboli di fare sacrifici!  La Politica è la maggiore industria del nostro paese che produce occupazione soltanto per i nostri professionisti della politica. Un’attività che produce potere e benessere per chi la pratica ma ha offerto sino a oggi ben poco o nulla al comune cittadino o imprenditore. Personalmente sono disgustato di essere governato da una classe politica che in modo scellerato già da parecchi anni ha ridotto in miseria un’intera città che nel passato primeggiava soprattutto nei vari settori commerciali.

 

Barcellona continua a essere una città flagellata non per volere divino ma per colpa dell’egoismo e della scelleratezza dei nostri tanti professionisti politici. Per tutto questo i nostri consiglieri e amministratori e soprattutto il nostro Sindaco si dovrebbero soltanto VERGOGNARE. Oggi non bastano più le chiacchiere ma occorre perseguire con somma urgenza, politiche d’intervento che agevolino veramente il territorio e i suoi cittadini e i suoi commercianti.  E soprattutto attraverso una reale attenzione ai problemi concreti, che non possono più continuare a concretarsi con promesse vane, illusorie e sterili.  La posta in gioco è alta e riguarda il futuro di centinaia di giovani commercianti che sino a oggi hanno, assisto indifesi alla demolizione dei residui frammenti di speranza verso un loro futuro migliore di questi nostri cittadini. Di tutto questo i nostri tanti politici si dovrebbero soltanto VERGOGNARE…

 

 

 

 

Urge rendere legali e trasparenti le nostre istituzioni Comunali

Tra passato e presente in un periodo in cui per colpa della crisi economica che tormenta tutti i cittadini italiani, il nostro Comune invece di alleggerire tali sofferenze ai suoi cittadini, li ha ancora una volta illegalmente e ingiustamente colpiti con una nuova mazzata anche quest’anno! Ma la stranezza dove sta? Il comune di Barcellona erroneamente e perseverando nei precedenti errori della passata Amministrazione Comunale, purtroppo, anche quest’anno proseguendo nei vecchi errori dei nostri amministratori locali ha notificato atti di pagamento di tasse e tributi comunali anche a cittadini che tali tasse già li avevano regolarmente pagati! E per giunta questa volta aumentando le sanzioni amministravi oltre ogni limite della legalità e del rispetto delle norme vigenti. Tutto questo mi corre l’obbligo di ritenere che sia vergognoso e pubblicamente va segnalato in difesa e tutela dei cittadini che, purtroppo, ancora oggi, invece di essere rispettati continuano a subire danni da tali comportamenti illegittimi dai nostri amministratori attuali e precedenti. Il nostro Comune, ammettiamolo e da anni che esercita illegittimamente una vera e propria azione di danneggiamento, nei confronti dei cittadini che vivono nel nostro territorio barcellonese. Tutto questo è consumato deliberatamente: per sanare il bilancio delle nostre amministrazioni, (Attuale e Precedente) che s’inventano dei crediti. Le Autorità competenti in difesa della legalità e dei cittadini hanno l’obbligo morale e giuridico di intervenire per sanare tali irregolarità che già da anni, si consumano in danno dei cittadini barcellonesi. Tutto ciò va fatto nel rispetto di quella giustizia e legalità che tante volte sono state sbandierate pubblicamente (a viva voce) dai nostri amministratori del passato ed anche da quelli attuali sia di destra e sia di sinistra e centro compreso. Urge rendere legali e trasparenti le nostre istituzioni Comunali: E tutto ciò è doveroso rendere concreto e realizzare al più presto affinché nel nostro Comune tali eventi deplorevoli e illegittimi non abbiano più a verificarsi!

 

 

 

Vergogne Barcellonesi: Un regalo decisamente sgradito per i cittadini

Un regalo di inizio anno decisamente sgradito per parecchi barcellonesi che si sono visti recapitare accertamenti per ICI/IMU degli anni passati. Cifre esorbitanti che hanno fatto saltare pranzi o interi pomeriggi a cercare di capire il motivo di richieste così esose, specie per chi di casa ne ha una sola e per giunta modesta. La polemica è subito divampata sui social network, dove Barcellona Pozzo di Gotto appare particolarmente dinamica. Sorprende, in particolare, l’altissima quota delle sanzioni che appare spropositata anche a chi non è esperto di materie finanziarie. A provare a tranquillizzare i tanti barcellonesi che si sono ritrovati tra il preoccupato, l’ansioso e l’inferocito, il sindaco Roberto Materia che, nel pomeriggio di ieri, ha affidato al suo Ufficio di Gabinetto un comunicato, parlando senza mezzi termini di “numerosi errori in danno di contribuenti, relativi in modo particolare al mancato accertamento dei presupposti per l’applicazione delle agevolazioni per l’abitazione principale e all’inesatta contabilizzazione dei versamenti di imposta eseguiti”. Il primo cittadino ha rassicurato affermando inoltre che “nessuno sarà chiamato a versare più del dovuto, né sarà trascurato dall’Amministrazione l’esame delle singole posizioni”. Secondo quanto contenuto nella nota diramata da Palazzo Longano, “è già stata impartita agli Uffici dell’Ente direttiva di fornire ai cittadini la più ampia assistenza, ma soprattutto gli stessi uffici e la Società affidataria sono stati incaricati di procedere immediatamente alla revisione degli atti di accertamenti emessi e di provvedere alla revoca in autotutela di quelli che risultassero errati”. Roberto Materia ha inoltre precisato che non sarà necessaria alcuna corsa verso gli uffici del Comune per il timore della scadenza dei termini, con conseguenti disagi personali, perché gli accertamenti relativi alle posizioni regolari saranno revocati o corretti automaticamente dagli uffici o annullati anche dopo la scadenza dei termini su richiesta del contribuente. L’auspicio di tantissimi cittadini, stando anche alle dichiarazioni del sindaco, è che, a questo punto, si proceda ad atti concreti uguali e contrari mirati ad annullare le richieste di pagamento pervenute. Con tanti padri di famiglia e non che potranno tirare un sospiro di sollievo, sentendosi magari soltanto come i protagonisti di uno scherzo, come quelli messi in scena in un noto programma televisivo di qualche anno fa.

 

 

 

A Barcellona si continua a litigare per la “polpetta”…

 

Barcellona una città flagellata non per volere divino ma per colpa dell’egoismo e della scelleratezza umana, che nel nostro territorio spesso impera su tutto. Dove spesso i fatti e le verità vengono di sovente manipolati.

 

Per dare nuovo slancio all’azione amministrativa locale non basta nominare un nuovo esecutivo o un nuovo Sindaco.  Tra una giunta politica e una giunta tecnica sarebbe più adatto fronteggiare lo stato di caos in cui si trova la città. Ma per risolvere tale problematica occorre una sana purificazione di pensiero da parte dei nostri politici nella propria coscienza individuale con umiltà.

 

Per restituire alla città una sana e sostanziosa governabilità non sono i numeri a svolgere un ruolo fondamentale e neppure un nuovo esecutivo.  I componenti delle nostre istituzioni locali che operano all’interno del Comune si dovrebbero, veramente e prontamente, impegnare con la dovuta serietà e altruismo, a tutela e difesa dei propri concittadini che vivono in questa città .

 

Ma bisogna gridare e affermare a viva voce che, ancora oggi, nei tanti protagonisti della politica locale, è mancata questa cultura politica.  I mali del nostro territorio avvolgono e sovrastano i nostri pensieri, come il perpetuarsi ancora dell’incertezza costante che come una cappa indelebile avvolge noi cittadini e la nostra città.  Ammettiamolo il nostro è un potere politico che spesso si è dimostrato indifferente al bene comune dei suoi concittadini!!!

 

 

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Aldilà delle chiacchiere e delle apparenze

 

Dalla lettura di alcuni articoli pubblicati nel nostro quotidiano locale sembrerebbe che il problema che assilla maggiormente la nostra amministrazione locale, sia soprattutto la nuova apertura del punto nascite o la pseudo cultura che ruota intorno al “seme d’arancia. Personalmente così troppo non condivido questo pensiero e questa cultura: perché non produce nulla al miglioramento dello sviluppo economico della nostra città e dei suoi cittadini !...

 

Come pure i nostri Amministratori sembrerebbero di essere felici e si decantano nei pubblici incontri di essere riusciti ad  evitare il dissesto del nostro Comune. Ma da cittadino mi chiedo: attraverso quali mezzi sono riusciti ad evitare il dissesto? Forse inventandosi anche dei crediti inesistenti? Se questa è la risposta ecco perché a parecchi cittadini circa un mese fa ed anche al sottoscritto è arrivata la cartella esattoriale della spazzatura del 2012 da pagare quando invece detto tributo, era già stato abbondantemente pagato nei tempi dovuti!

 

Cerchiamo di essere un po’ più seri per cortesia con la crisi galoppante che assilla un po’ tutte le categorie dei cittadini: non continuiamo a distribuire soltanto chiacchiere! Considerando anche il peso e la gravità delle vicende degli ultimi giorni e degli ultimi mesi, ammettiamolo in tutta onestà di pensiero: a Barcellona non è preferibile non soltanto nascere ma nemmeno vivere o morire! Questo perché ancora oggi e già da molti anni, mancano i loculi e il costo dei tributi che ci sono stati imposti dai nostri amministratori locali sono eccessivamente elevati e i servizi resi ai cittadini sono spesso insufficienti o mancanti!

 

In questi momenti di grave crisi economica bisogna puntare su un dialogo concreto con i commercianti, in vista della stesura di un accordo e di un progetto di sviluppo economico per la città, con momenti di ascolto per conoscere le proposte degli operatori commerciali e con interventi informativi e propositivi cercare di ridare speranza ai commercianti, sconfortati per la mancanza di una serie politica d'interventi a sostegno delle loro attività. Attraverso le opportunità di offerte per la creazione sul territorio di un Distretto urbano del Commercio che valorizzi e vivacizzi le aree commerciali e l’aspetto della città. Molto sentita è l’assenza di parcheggi adeguati che consentano ai clienti di entrare nei negozi senza il timore di subire una multa per divieto di sosta, l’inadeguatezza delle aree pedonali e degli arredi nel centro storico impedisce la possibilità di rifornimento, mentre l’insufficiente illuminazione scoraggia le compere serali. La fotografia dei problemi affiorati segna la distanza e la diffidenza degli esercenti nei confronti dell’Amministrazione comunale.

 

Bisogna programmare azioni di sviluppo e di sostegno, attraverso progetti che creino un cambiamento duraturo per il commercio. Una seria di opportunità di rilancio della città con proposte che partano dal basso e raccolgano le proposte dei commercianti. C’è bisogno di guardare alla città con uno sguardo d’insieme nell’intento di dare voce o ricreare un’identità perduta o sommersa e un senso di appartenenza capace di tenere conto sì del commercio, ma anche dell’ambiente, della cultura e della rigenerazione urbanistica. Tutto questo si può costruire attraverso una precisa idea di città, che può essere realizzata anche attraverso i canali di finanziamento dei progetti.

 

L’obiettivo è di migliorare la qualità della vita nelle nostre città intervenendo dal punto di vista infrastrutturale con il rafforzamento dell'offerta dei servizi urbani. Inoltre, si deve potenziare il sistema della mobilità interna ed esterna ai centri urbani Riqualificare e rinnovare il tessuto cittadino nel rispetto delle tradizioni culturali e storiche, con particolare attenzione sia al recupero dei centri storici e di quelli minori. Importanti sono i servizi alla persona e alle famiglie per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. I servizi vanno potenziati con particolare attenzione agli spazi per l’infanzia, promuovendo sia l’integrazione sociale, sia la lotta alla marginalità.

 

In tale ambiente è fondamentale intervenire per soddisfare i bisogni sociali come l’aggregazione socio-culturale, la cura della persona e il sostegno alle famiglie, con particolare riguardo agli anziani, ai gruppi svantaggiati e con priorità per le zone con alto tasso di povertà, di disoccupazione e di criminalità. Altro aspetto di particolare importanza su cui concentrare gli interventi è il miglioramento dell’efficienza dell’Amministrazione e soprattutto con riferimento ai processi decisionali che devono essere presi ed eseguiti soltanto nell’esclusivo interesse del “bene comune” di tutti i cittadini.

 

 

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I Cittadini devono sapere!

 

Nella nostra città non confondiamo il Sacro con il Profano! Il Maestro di Racalmuto Leonardo Sciascia con la lucidità e l’acume che l’ha sempre contraddistinto, parla del prossimo con queste parole: “Rispetta il prossimo tuo come te stesso, e anche qualcosa di più.” E proseguendo nel discorso amette: “Anche le cose vere gridate dagli “altoparlanti cominciano a suonare come menzogne.”…

 

Nel Vangelo nella versione di Matteo, il comandamento è dato da Gesù come risposta a una domanda, posta da un dottore della legge, su quale sia il comandamento più grande. "Amerai il Signor Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente>". Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutte le Legge dei Profeti. (Matteo 22,37-40)

 

In ogni città si può definire cristiano chi rende concreto questo comandamento sia esso un politico o un semplice cittadino! L’arroganza e la prepotenza non da giustizia a nessuno! Chi paga le tasse ha diritto a chiedere che le nostre istituzioni rispettino le leggi nei tempi e nelle forme dovute. Il cittadino ha il sacrosanto diritto di pretendere rispetto dalle nostre istituzioni nei comportamenti, bisogna utilizzare atteggiamenti di disponibilità e di dialogo e privi da ogni evidente arroganza. I cambiamenti le modifiche a un regolamento in un paese democratico, vanno discusse e condivise per tempo tra le parti!

 

E tutto questo “a onor della verità” nella circostanza del Santo Patrono di Barcellona tra le parti non si è realizzato. I comportamenti delle nostre istituzioni locali hanno ben poco di religioso o di Cristiano, nel Vangelo di Matteo il secondo comandamento così afferma: amerai il prossimo tuo come te stesso. Chi sono i non credenti a Barcellona? Chi dovrebbero parlare a “gran voce” nel nostro Paese. Io dire che è importante sentire la voce della gente che giorno dopo giorno paga le tasse e i tributi! In cambio di che cosa?  Quando i tributi aumentano e i disservizi pure! Chi la subisce l’ingiustizia?

 

San Sebastiano ha fatto bene a restarsene in chiesa proprio perché di amici affidabili ce ne sono pochi in questa nostra città! Così come l’obbedienza cieca alle nostre istituzioni non e più una virtù! Come allo stesso modo la lontananza delle nostre istituzioni locali e centrali é spesso ricolma di ateismo e di quello peggiore; perché con le sue azioni e inesperienze lasciano i cittadini spesso nel totale abbandono. A me piace pensare che il coraggio di “parlar chiaro” e pensare bene e riflettere su quanto accaduto, lo debbano ritrovare la gente del mio paese! Nel rispetto delle leggi e della tanta sbandierata legalità certe modifiche andavano fatte per tempo. Per tutto quando su esposto più che declamare “la città” sulle pubbliche vie, era più corretto sostenere e affermare: i cittadini devono sapere…

 

 

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TARES 2013: Barcellona la tariffa tra le più alte della Provincia

 

La mazzata della TARES è arrivata, per il regalo ricevuto si ringrazia il Sindaco e tutta la Giunta Comunale di Barcellona compreso l’Assessore del settore Tributi. Il Comune di Barcellona con delibera N. 2013-00039 del 29-11-2013 ha approvato ed adeguato le tariffe per la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati. Un adeguamento ed un aumento dei costi tariffari della Tares dove quasi tutti i politici di “Palazzo Longano” hanno saputo contribuire soltanto a fare bene esclusivamente gli interessi delle “casse comunali”, ma non certamente quelli dei cittadini di Barcellona! 

 

Dal raffronto con altre località siciliane la Tares di Milazzo è una delle più basse, mentre quella di Barcellona tra le più alte della Provincia di Messina. Su un appartamento di 80 mq occupato rispettivamente da uno, due e tre abitanti, mettendo i dati a confronto con 12 Comuni (Giarre, Mascalucia, Capo d’Orlando, Barcellona, Messina, Palermo, Cefalù, Monza, Montaggio e Pavoletto) è emerso che Milazzo è al primo posto con una tariffa  di 194 euro per una casa di questa metratura con tre occupanti (a Messina si paga 424 euro, a Barcellona 266, a Capo d’Orlando 346) , al secondo, con 178 euro per due abitanti (Messina 354, Barcellona 266, Capo d’Orlando 315) e al terzo, nel caso di un solo abitante (122 euro) a fronte dei 266 per Barcellona, 208 Capo d’Orlando e 261 di Messina.

 

 

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Santo Patrono: Pugno di ferro e arroganza del Comune di Barcellona

 

In queste circostanze di Feste Patronali il pugno di ferro, l’arroganza e la prepotenza non pagano. Occorreva concretezza e comprensione . Invece “Siamo davanti ad un’amministrazione improvvisata che in questo anno e mezzo non ha lasciato sino ad oggi alcun segno positivo nella città…

 

Per salvaguardare una vecchia tradizione barcellonese: “Desta stupore la decisione dell’Amministrazione Comunale di vietare la sistemazione delle bancarelle nella via Roma durante il giorno della festa del patrono San Sebastiano. Non regge la giustificazione della copertura delle vetrine dei negozi a causa dei venditori ambulanti ed anche se così fosse non credo che sia insopportabile che ciò avvenga per un solo giorno.  Le bancarelle fanno parte della coreografia e rappresentano un aspetto fortemente tradizionale della festa del patrono. Spostarle e defilarle nelle vie adiacenti e non farle rimanere nella centralissima via Roma, luogo del tradizionale passeggio, rappresenta una ferita profonda inflitta contro le nostre tradizioni.

 

“Gli ambulanti, che da anni popolano le vie del centro in occasione della festa di San Sebastiano, hanno fatto domanda per avere il posteggio da circa 90 giorni. C’era quindi tutto il tempo per comunicare la nuova ubicazione, così ognuno di loro poteva evitare di comprare la merce o addirittura di venire a Barcellona o poteva pure accettare la nuova collocazione. Comunicare solo all’ultimo giorno le nuove disposizioni è stata una vera doccia fredda contro gli ambulanti che già avevano con sacrifici comprato la merce da esporre lungo le vie di Barcellona. La politica barcellonese, nella sua maggioranza, prende le distanze della decisione dell’amministrazione comunale sulla riorganizzazione della festa di San Sebastiano, sopratutto per lo spostamento delle bancarelle da piazza Duomo e dalla via Roma. “Siamo davanti ad un’amministrazione improvvisata che in questo anno e mezzo non ha lasciato alcun segno positivo nella città. Questa ultima vicenda, legata ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, sono significativi delle difficoltà organizzative da parte dell’Amministrazione, che non ha avuto la sensibilità di avvisare con largo anticipo gli ambulanti, molti dei quali puntavano proprio sull’incasso di questo evento per risollevarsi.

 

 

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A Barcellona privatizziamo anche il Comune

 

Un Amministratore e un’Amministrazione che agiscono con impegno nell’interesse dei propri concittadini quando mancano i soldi in cassa, devono bussare con convinzione e determinazione a costo di litigare con tutti ed anche con il nostro governo regionale e deve cercare di fare delle spese oculate e non sprechi inutili...

 

La nostra Amministrazione  Comunale di Barcellona sin dall’inizio della sua gestione si è difesa sempre sostenendo che non ci sono soldi.  Io desidero invece valutare se quanto proposto è iniziato dalla precedente Amministrazione e realizzato e reso concreto dall’attuale, risponde a quei criteri di necessità e di priorità. Mi chiedo e vi chiedo: a cosa serve il servizio delle bici posti nei vari punti della città? Ecc. Ecc. I finanziamenti e i progetti vanno fatti per rendere un servizio utile e necessario per i cittadini. Mentre oggi assistiamo, impotenti e amareggiati, che il servizio a tutela dei disabili è sospeso e i lavoratori sono stati parzialmente pagati! Gli asili nido Comunali navigano in cattive condizioni gestionali! I nuovi loculi cimiteriali non sono stati realizzati! Sulla spazzatura si cerca soltanto di fare cassa e i servizi sono resi ancora oggi in modo insufficiente e in alcuni casi inesistenti! Ecc. Ecc. e per il momento mi fermo qui.

 

Vivo a Barcellona e sono interessato al benessere della mia città. Che cosa deve fare una buona Amministrazione Comunale? Ogni Amministratore pubblico dovrebbe imitare, nella sua azione amministrativa, il "buon padre di famiglia".  La figura paterna, in ogni sana famiglia, è un punto di riferimento autorevole e importante. La figura paterna amministra le risorse famigliari con buon senso, indirizza le spese con criteri di necessità e di priorità, magari dopo averne parlato con la moglie, non asseconda i capricci dei figli per seguire la moda, non fa mancare il necessario e non spreca denaro. Purtroppo leggendo i giornali e guardando la televisione locale si rileva che i nostri Amministratori sono lontanissimi da questa figura di buon padre di famiglia.

 

Alla luce di queste considerazioni, se dovessi esprimere un giudizio su questi Amministratori, direi che già da 18 mesi continuano gravemente a essere inefficienti e in alcuni settori gestionali inesistenti nel loro operare. I nostri Amministratori non riescono a trovare le risorse necessarie per gestire anche i servizi essenziali e vogliono anche privatizzare la gestione cimiteriale, a questo punto direi è preferibile privatizzare anche il nostro Comune, mandando a casa tutti i nostri Amministratori per scarso rendimento nei confronti di un’intera cittadinanza che purtroppo vive a Barcellona…

 

 

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A Barcellona si continua a speculare sui defunti

Emergenza loculi al Cimitero di Barcellona

 

A Barcellona il cittadino che non ha amici o parenti disposti a ospitare temporaneamente e gratuitamente la bara, (o in alcuni casi in affitto il loculo cimiteriale) non sa a quale santo rivolgersi per dare una decorosa sepoltura ai propri congiunti che hanno avuto la “sorte avversa” di morire a Barcellona…

 

Al cimitero di Barcellona non ci sono posti e le bare dei defunti restano per lungo tempo in attesa di trovare dignitosa sepoltura. Le bare sono ammucchiate in luoghi poco adatti. I due locali che dovrebbero rappresentare una specie di cappella cimiteriale, in cui tenere anche funzioni religiose, sono stati trasformati in parcheggio per ciclomotori. Tutto questo è consumato per l’inoperosità del nostro Comune. I nuovi loculi sono stati già venduti a numerosi cittadini che hanno stipulato con il Comune una convenzione, avendo versato a suo tempo il 50 % del costo.  I nuovi loculi dovevano già essere completati e consegnati entro quest’anno ma per colpa anche della nostra attuale Amministrazione, il ritardo già accumulato porterà sicuramente a un aumento dei prezzi in danno esclusivo dei cittadini. Il rischio quasi certo è quello che per colpa dei ritardi accumulati i cittadini che hanno già pagato l’acconto del 50% del costo per l’acquisto di un loculo o di una cappella si vedranno richiedere dal Comune somme maggiori della spesa inizialmente preventivata e sottoscritta.

 

Nel nostro presente le bare in attesa di sepoltura sono aumentate e con esse è cresciuta la rabbia e la delusione dei nostri concittadini che dalla loro Amministrazione non riescono a trovare, ancora oggi, un’adeguata e immediata soluzione. Tutto questo evidenzia una situazione vergognosa e irrispettosa per la dignità dei defunti e dei loro parenti che oltre al dolore per la perdita di un proprio caro, sono costretti ad attendere ancora. La problematica dei nuovi loculi cimiteriali deve diventare una priorità assoluta dei nostri amministratori, a tutela e difesa non solo dei morti ma anche dei vivi che vivono nella nostra città. Le colpe sono esistenti anche nella nostra attuale Amministrazione Comunale, dove si continua a perseguire particolarmente la via amministrativa di riscuotere e percepire emolumenti e tributi per le “casse comunali”, da Pasqua a Natale e addirittura per i defunti. Mentre i tanti servizi Comunali che i nostri Amministratori dovrebbero rendere al cittadino sono offerti, ancora oggi, nella loro gestione in modo non adeguato, anzi in alcuni casi sono manchevoli, soprattutto, a chi vive in cattive condizioni economiche e di salute. Le autorità competenti al controllo, sotto il profilo legale e giuridico, devono vigilare e intervenire affinché le eventuali anomalie e negligenze siano perseguite e sanate in tempi brevi a protezione e sostegno dell’intera popolazione che vive sul nostro territorio.

 

 

 

Occhio alle cartelle esattoriali di pagamento della TARSU 2012

 

In un periodo in cui per colpa della crisi economica che tormenta tutti i cittadini italiani, il nostro Comune invece di alleggerire tali sofferenze ai suoi cittadini onesti, li ha illegalmente ed ingiustamente colpiti con una nuova ed ulteriore mazzata…

 

Barcellona proprio in questi giorni vengono notificate a parecchi concittadini barcellonesi delle cartelle esattoriali di pagamento della TARSU relativamente all’anno 2012.  Ma la stranezza dove sta? Il comune di Barcellona erroneamente purtroppo ha reso esecutive e comunicato all’esattoria anche i nomi di parecchi barcellonesi che tale tassa della TARSU relativamente all’anno 2012 già l’avevano regolarmente pagata! Tutto questo mi corre l’obbligo morale di ritenere che sia vergognoso e pubblicamente va segnalato in difesa e tutela dei cittadini onesti che, purtroppo, ancora oggi, invece di essere rispettati continuano a subire danni da tale comportamento illegittimo del nostro Comune.

 

Il nostro Comune, ammettiamolo, proprio in questi giorni sta esercitando illegittimamente una vera e propria azione di danneggiamento, nei confronti dei cittadini onesti che vivono nel nostro territorio barcellonese. Le Autorità competenti in difesa dei cittadini hanno l’obbligo morale e giuridico di intervenire e di sanare tali irregolarità. I nostri amministratori invece devono intervenire prontamente affinché i responsabili siano ammoniti. Tutto ciò va fatto nel rispetto di quella legalità tante volte sbandierata pubblicamente e a viva voce dai nostri attuali amministratori. Tutto ciò è doveroso concretizzare affinché nel nostro Comune tali eventi vergognosi e illegittimi non abbiano più a verificarsi!!!... Le vergogne di cui sopra citate rappresentano gli Auguri e le Buone Feste che il nostro Comune, ci ha voluto donare in questo Natale 2013

 

N.B. Procedura da seguire per chi ha già pagato la TARSU relativamente all’anno 2012: si deve recare all’ufficio tasse del Comune e presentare apposita istanza in cui si deve allegare prova documentale dei pagamenti già effettuati e chiedere l’annullamento della cartella esattoriale di pagamento che gli e stata notifica. Il Comune d’ufficio, per tempo, deve chiedere l’annullamento all’Esattoria della cartella emessa illegittimamente.

 

 

 

Barcellona - Sulla Sanità e sulla politica vedo nero

 

Ecco che ci tengo a precisare che il buio che percepisco non è legato a un pensiero politico ma è intimamente legato a un passato e a un presente dove, la meritocrazia e la limpidezza nelle scelte dirigenziali molto spesso non si vedono...

 

Le scelte manageriali sono fatte con superficialità e non tengono conto della storia dei personaggi pubblici prescelti. Questo per affermare che nella politica non bastano i proclami o le battute per risolvere i problemi che assillano il cittadino comune.  La cronaca di questi giorni, nei fatti concreti, ci mostra che la Sicilia e il popolo siciliano sprofondano sempre di più nella povertà. Nella nostra amara Sicilia e nelle nostre istituzioni cambiano gli schieramenti ma le problematiche rimangano le stesse o addirittura si aggravano. Tutto questo perché? La politica oggi più di prima spesso è meno sensibile ai problemi della gente comune e rimane rinchiusa indifesa soltanto dei propri privilegi che non vuole mollare. Nel passato nella politica i tanti sottraevano denaro pubblico ma lasciavano vivere il prossimo, ora nella politica i tanti saccheggiano dalle casse dello Stato ma rendono la vita difficile a ogni cittadino. Quale delle due culture politiche preferite?

 

Nel nostro presente ci lamentiamo, proprio in questi giorni, che le scelte sulla sanità locale sono state fatte per indebolire l’Ospedale di Barcellona (nel tempo vari reparti sono stati trasferiti da Barcellona a Milazzo). Tutto questo è un danno certo che colpisce tutti i cittadini barcellonesi. E proprio su questa vicenda mi viene spontaneo chiedermi ma chi ha nominato l’attuale commissario dell'Asp 5 di Messina Risposta: la nomina parte dalla nostra Regione Sicilia.  In chiusura mi viene naturale sostenere che nella politica della nostra Regione Siciliana sino a oggi: le parole, i proclami, gli slogan, servono ben poco quando nei fatti reali e nelle scelte perseguite, anche a livello dirigenziale, ci dimostrano che da noi «non si muove foglia». Tutto rimane immobile e congelato. O forse sarebbe meglio dire: tutto sembra che cambi, ma “gattopardescamente”, cambiano i governi, cambiano gli amministratori, cambiano i politici, ma tutto avviene in modo che nella realtà nulla di essenziale cambi davvero. Ecco perché, ancora oggi, sulla Sanità e sulla politica io vedo nero…

 

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Al Centro Studi “Nino Pino Balotta”: Negata la sala convegni dell’Oasi

 

Il Centro Studi “Nino Pino Balotta”, diretto da Antonio Catalfamo, a partire dal 2005, ha organizzato a Barcellona P.G. manifestazioni culturali di livello nazionale ed internazionale, nelle quali sono stati chiamati a relazionare personaggi del calibro dello scrittore Vincenzo Consolo, dell’astrofisica Margherita Hack, dello storico Giuseppe Carlo Marino. Da tre anni a questa parte ha tenuto, nella sala convegni del Monte di Pietà, cicli di seminari a cadenza mensile. Con abbondante anticipo, ha fornito agli uffici competenti il calendario completo degli appuntamenti (di solito 8 o 9), che è stato regolarmente approvato dal capo settore. Nessun ostacolo è stato frapposto, nei primi due anni, dall’amministrazione “pro tempore” di centro-destra, guidata dal dott. Candeloro Nania. Nel primo anno di amministrazione Collica, corrispondente al terzo ciclo dei detti seminari, sono stati frapposti tutta una serie di ostacoli burocratici, che hanno costretto il Centro Studi a spostare alcune delle proprie iniziative in altre sale comunali, poiché la sala convegni dell’Oasi era stata nel frattempo concessa ad altre associazioni, che l’avevano richiesta in data successiva. Ma questo era solo l’inizio di una campagna di boicottaggio. In questo mese di settembre è stato presentato, come di consueto, il calendario dei seminari mensili, da ottobre 2013 a giugno 2014, chiedendo la concessione della suddetta sala per il loro svolgimento. Il sindaco Maria Teresa Collica, con lettera datata 13 settembre 2013, ha avocato il caso a sé, esautorando gli uffici comunali, e ha comunicato che una norma regolamentare impedisce di concedere la sala dell’Oasi per una programmazione di eventi che vada oltre i tre mesi, autorizzando soltanto due (nemmeno tre) dei nove incontri mensili richiesti dal Centro Studi. Si precisa che l’elenco dei seminari è stato formulato sulla base delle date che risultavano al momento disponibili. Non risulta che la norma regolamentare richiamata dalla dott.ssa Collica sia stata approvata di recente. E allora non si spiega perché sia stata invocata solo ora, dopo che la sua stessa amministrazione, l’anno scorso, non l’ha fatta applicare, se non si tiene conto del fatto che il Centro Studi “Nino Pino Balotta” ha più volte chiesto le dimissioni dell’amministrazione Collica per la sua totale inerzia, confermata, fra l’altro, dal fatto che a tutt’oggi non è stato approvato il bilancio preventivo 2013, che, come dice l’aggettivo “preventivo”, dev’essere approvato prima dell’inizio dell’anno di riferimento (in questo caso entro la fine del 2012). La grave conseguenza di questa inadempienza è che l’amministrazione comunale non può effettuare spese neanche in dodicesimi del bilancio dell’anno precedente. Il risultato è che la città è in preda al più totale abbandono e non sono stati effettuati neanche i più elementari interventi di ordinaria manutenzione. E allora la scoperta improvvisa di una norma regolamentare è un goffo tentativo di tappare la bocca ad un’associazione che esprime liberamente il proprio pensiero, tanto che, per tutelare la propria autonomia, non ha mai chiesto alcun contributo pubblico. Questo Centro Studi intende, innanzitutto, denunciare all’opinione pubblica la grave violazione delle regole democratiche e della libertà di pensiero che è stata perpetrata. Inoltre, fa rilevare che la stessa amministrazione comunale ha approvato, in questi giorni, un programma di proiezioni cinematografiche organizzate, per ben quattro giornate del corrente mese, dal circolo Arci “Città Futura”, concedendo all’uopo i locali ristrutturati dell’ex pescheria. Evidentemente per questi ultimi locali sarà stato predisposto un altro regolamento. Ed è assolutamente casuale il fatto che presidente del suddetto circolo è un parente dell’assessore alla Cultura, Raffaella Campo. Si fa ancora notare che, a quanto pare, allo stato attuale associazioni private usufruiscono in comodato gratuito a tempo indeterminato di locali di proprietà comunale di grandissimo pregio e valore, mentre scuole pubbliche si ritrovano senza aule o sono costrette a pagare ingenti somme per l’affitto di sedi assolutamente inadeguate. Non si può, dunque, concedere una sala per alcune ore, un giorno al mese, ad un’associazione scomoda, ma si possono assegnare a scadenza indefinita ampi locali ad altri? Sarebbe opportuno che gli organi giudiziari accertassero se quanto sopra detto risponda a verità e se costituisca o meno reato. Secondo notizie insistenti di stampa, altri locali, come la Villa Liberty di Via Roma e la vecchia stazione ristrutturata, si apprestano anch’essi ad essere concessi a privati. Si parla, inoltre, di un affidamento a gestione privata dell’appena completato Teatro Mandanici. Se un’amministrazione non è in grado, ci si permetta il paradosso, di gestire da sé i beni pubblici, che ci sta a fare? Infine, nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha organizzato, in Piazza San Sebastiano e negli adiacenti giardini dell’Oasi, una manifestazione musicale, ludica, gastronomica, assieme al Movimento Cinque Stelle e a “Città aperta”, associazione quest’ultima di cui il sindaco Collica è stato nel recente passato portavoce e dalla quale ha ricevuto sostegno elettorale. A parere di questo Centro Studi, è illegale impegnare un’istituzione – quale il Comune – che rappresenta tutti i cittadini, senza distinzione di colore politico, in iniziative di parte organizzate assieme a partiti e movimenti che partecipano alle competizioni elettorali. Per tutti i motivi sin qui esposti, si chiede non solo che venga revocata la decisione relativa alla mancata assegnazione al Centro Studi “Nino Pino Balotta” della sala convegni dell’Oasi per il regolare svolgimento dei suoi seminari, che sono tra di loro strettamente collegati e quindi non separabili, ma si rinnova con forza la richiesta di dimissioni dell’amministrazione comunale. Si fa appello a tutti i gruppi consiliari affinché, con un atto di responsabilità, votino la sfiducia alla compagine amministrativa guidata da Maria Teresa Collica e mettano fine a un’agonia che rischia di prolungarsi per altri quattro anni, stremando una città che è già sull’orlo del collasso. Il Direttore (Antonio Catalfamo)

 

 

 

 A ogni temporale Barcellona si allaga e le fogne vanno in tilt

 

Un forte acquazzone e le fogne vanno in tilt: con allagamenti in ogni zona. Dieci minuti di pioggia torrenziale e le strade si riempiono d’acqua. Un vero e proprio temporale estivo quello che si è abbattuto su Barcellona: nubi nere, lampi e tuoni nel giro di pochi minuti sono comparsi nel cielo e poi il diluvio. La pioggia è durata non più di un quarto d’ora, ma quei pochi minuti sono bastati per far andare in tilt le fogne che in molti punti della città non sono riuscite a contenere l’acqua piovana. Così, grandi pozzanghere sono comparse sull’asfalto. come sempre accade, in prossimità del sottopassaggio della Stazione Ferroviaria le fognature si sono intasate e si sono riversate in ogni dove. Gli allagamenti a Barcellona diventano un fenomeno, che ormai si ripete ogni qual volta, piove intensamente anche se per pochi minuti.  Insomma a Barcellona basta un temporale più forte e le strade si allagano: si sa il sistema fognario cittadino, fa acqua in molti punti. Ormai è cosa nota nella città del Longano: le fognature cittadine, sembrano non riuscire ad assorbire l’acqua piovana. Difficoltà anche per gli automobilisti che si sono trovati proprio sotto il nubifragio.  Siamo sempre al solito, a ogni temporale viviamo gli stessi drammi e le stesse situazioni. Come può un pioggia creare tanti disagi a questa città? I problemi sono sempre gli stessi: una rete fognaria inadeguata per la città oppure per nulla esistente fa sì che la pioggia crei considerevoli danni a tutti. I tombini si riempiono dopo pochi minuti ed ecco che Barcellona diventa una piccola Venezia del Sud. Alla base di questi disagi, esiste la scarsa manutenzione e superficialità nei provvedimenti, perché non è possibile che una temporale metta in ginocchio un’area di centinaia di migliaia di persone spesso nell’indifferenza delle nostre istituzioni.

 

 

VERGOGNE BARCELLONESI

 

 

 

A Spinesanti la strada che collega Barcellona con Terme Vigliatore rimane interrotta e inaccessibile con lavori che non sono stati mai iniziati. Il Lungomare è stato chiuso al traffico veicolare con ordinanza provinciale del 21-12-1999. Da quel giorno sono trascorsi 13 lunghi anni e la zona e suoi cittadini ancora oggi aspettano. Tutto ciò ha prodotto e continua a generare un danno enorme all’economia del nostro territorio. Per quanto tempo ancora il Popolo barcellonese dovrà continuare ad attendere!

 

 

Barcellona Pozzo di Gotto Stazione Ferroviaria: bagni chiusi, riduzione del numero di binari, diminuzione della quantità di treni che effettuano la fermata, macchinetta dei biglietti spesso non funzionante…Una cittadina come Barcellona meta di tantissimi pendolari e di un numero elevato di turisti non merita di avere una stazione ferroviaria così disastrata. I politici della Provincia e della Regione tacciono già da troppo tempo e non intervengono per risolvere tale problematica che continua a creare problemi e disagi ai pendolari del nostro territorio…Per quanto tempo ancora il Popolo Siciliano dovrà continuare a subire!

 

 

Alluvione 22 novembre 2011 crolla il Ponte di Calderà. Le istituzioni locali e provinciali promettono la ricostruzione in tempi brevi, ma fino ad oggi nulla è stato fatto! Tutto ciò ha prodotto e continua a generare un danno enorme all’economia del nostro territorio. Per quanto tempo ancora il Popolo barcellonese dovrà continuare ad aspettare!

 

 

 

Barcellona: quasi nulla è stato fatto a tutela del territorio

 

Le cause che hanno contribuito fortemente a rendere fragile il nostro paese non sono state ancora oggi rimosse. Non sono stati ancora eseguiti le dovute azioni e gli interventi tecnici necessari ad abbassare il livello di rischio. Ancora oggi non sono stati ripristinati i muri, i parapetti e le strade, distrutti dall’alluvione del 2008 che hanno causato gravi danni ad aziende agricole, attività commerciali e abitazioni private. Suscita infinita vergogna inoltre la mancata erogazione dei fondi accreditati pochi giorni prima dell’alluvione del 22 novembre 2012, ben 441 mila euro per contributi a favore dei privati che nell’alluvione del 2008, tre anni prima avevano subito danni alle abitazioni e a favore delle attività produttive ed economiche che avevano avuto danneggiamenti a beni immobili e mobili. La popolazione barcellonese oltre al mancato risarcimento dei danni subiti dalle precedenti alluvioni, non si sente protetta ma abbandonata al proprio infausto destino. Gli abitanti delle zone più a rischio e i titolari di aziende agricole che hanno subito nel tempo notevoli danni dalle devastanti alluvioni che si sono susseguite nella nostra zona, temono l’arrivo di nuove devastanti piogge. Ecco che urge ricordare che eventuali responsabilità future, in caso di nuovi disastri nel nostro circondario saranno da imputare a carico esclusivo degli enti e delle istituzioni preposte che dovevano e dovrebbero vigilare sulla vita quotidiana dei cittadini e del territorio. Gli alluvionati si aspettano chiarezza e giustizia dall’inchiesta aperta dalla Procura di Barcellona sulle responsabilità dei precedenti disastri alluvionali addebitabili agli uffici e agli enti preposti alla tutela e sicurezza del territorio e sulle ditte esecutrici di alcuni lavori (fatti e rifatti) che non hanno retto alla furia delle acque e dei tecnici che nel tempo hanno avuto a vario titolo incarichi (retribuiti) di lavori per la vigilanza e messa in sicurezza del territorio. I responsabili di tali negligenze e non adeguato controllo delle poche opere eseguite, non possono rimanere impuniti.

 

 

 

Urge la pulizia delle strade, delle piazze e delle fontane

 

IL comune non può pensare di fare solo cassa! La pulizia delle strade, delle piazze e delle fontane viene effettuata in maniera trascurata e approssimativa. Ecco che ancora oggi purtroppo in continuità col passato si continuano a vedere strade e marciapiedi sporchi. Il che evidenzia che occorre un dovuto e costante controllo nei confronti di chi si è assunto l'impegno e l’onere di appalto, e che per tali lavori riceve somme di denaro pubblico che provengono dalle casse comunali che si ingrassano annualmente e mensilmente attraverso le tasse che vengono poste a carico di ogni cittadino. Ci si aspetta ancora la tanto annunciata pulizia delle strade, delle piazze e delle fontane e una maggiore efficienza nei servizi da rendere ai cittadini.

 

 

 

Situazione igenico-sanitaria intollerabile al cimitero

Il Cimitero Comunale versa in stato di degrado a causa di un non adeguato  servizio di raccolta e pulizia dei rifiuti. Inoltre si segnala il non regolare deflusso degli scarichi delle acque che rappresentano un pericolo per l' incolumità dei visitatori.

 

 

 

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Ponte di Caldera: oltre il danno la beffa!

 

Attraverso voci provenienti dalla Francia e che giungono a Barcellona per poi approdare a Messina un’amara beffa è stata servita alla popolazione di Calderà. Ecco che oggi, si accresce sempre di più la rabbia. Soprattutto da parte di chi vive tutto l’anno sempre in questa nostra cittadina e non ha la possibilità di andare via neanche per qualche giorno ed è costretto a sentire sempre le stesse chiacchiere. Il ponte provvisorio di Calderà non è ancora utilizzabile e la stagione estiva sta per finire. Il danno all’economia locale di Calderà ormai è stato consumato!  I tempi di consegna dell’opera erano fissati prima per giugno, dopo si è detto per luglio, ma come spesso accade (nelle nostre zone) quando si tratta di lavori pubblici, le opere per il suo completamento si allungano anche per colpa delle nostre istituzioni locali e provinciali. Diciamocelo in tutta sincerità: il ponte provvisorio è costato 250 mila euro e costerà alla Provincia circa 100 mila euro l’anno. Tale spesa avrebbe avuto un senso nel periodo estivo e sarebbe servito a ridurre il disagio di chi doveva spostarsi lungo la litoranea. Collocare un ponte provvisorio diventa è uno spreco di denaro prelevato alla fonte (da pensioni e stipendi) ai contribuenti messinesi.  Ecco che non bisogna temporeggiare oltre. Occorre e urge invece, ricostruire  un ponte definitivo a tutela degli interessi dell’intera cittadinanza che vive nel nostro territorio e che pur troppo ancora oggi, continua a essere considerato un umile servitore del feudatario di turno.

 

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