La Voce del Longano

Uomini Illustri di Barcellona

 

Barcellona Pozzo di Gotto ha dato i natali a numerosi cittadini "Illustri" che, con il loro impegno ed il loro coraggio, con le loro esperienze professionali e le loro affermazioni personali, hanno contribuito a dare lustro in  Italia e nel mondo alla città del Longano.

 

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Una voce melodiosa e possente

 

Salvatore Scilipoti è morto il 22 settembre 2013 all’età di 87 anni (impiegato di professione), era nato a Barcellona il 31/10/1925. Durante la sua vita si era dedicato con amore alla famiglia e ai nipoti. Nel tempo libero, aveva coltivato la passione per il canto, esternando una voce piena di belle note musicali, una voce così imponente, che esibiva in pubblico e  alla presenza dei suoi amici più cari, allietando così le loro serate con canzoni romanesche e napoletane che ancora oggi, i barcellonesi ne decantano. La sua struttura armonica era colma di tanto pathos e intonazione perfetta (la sua voce si accostava molto a quella di Claudio Villa). Negli ultimi anni della sua esistenza, ha dovuto sopportare e convivere con la sofferenza ma sino all’ultimo è stato confortato dai suoi cari. Salvatore Scilipoti con la sua morte,  ha lasciato un  vuoto incolmabile  in tutti noi,  con lui se ne va un altro pezzo di storia della Barcellona del novecento e la sua scomparsa lascia nei nostri cuori un ricordo che non avrà mai fine.

Ascolta la voce di Salvatore Scilipoti che esegue due brani: Non si scherza con l’amore e Catena, accompagnato nella musica dal Maestro Masino Aricò.

 

 

 

Caduto sul campo da Eroe

 

Il Maggiore Giuseppe La Rosa è nato a Barcellona il 16-01-1982 ed è morto da Eroe in Afghanistan l’8 giugno 2013 all’età di 31 anni ed era effettivo al terzo reggimento Bersaglieri. Proprio tre mesi fa si era laureato in Scienze Politiche all'università di Torino. La sua è stata una vita dedicata all'Esercito, fino alla missione in Afghanistan. Giuseppe La Rosa, ha perso la vita nell'attentato sulla strada per Farah, in Afghanistan, a causa di un ordigno lanciato nel suo Lince da un "elemento ostile". Il Maggiore Giuseppe La Rosa,  non ha esitato un solo istante a difendere con il proprio corpo, gli altri commilitoni che come lui si trovavano in Afghanistan lontani dalla loro terra".

I suoi commilitoni, con una lettera consegnata il giorno dei funerali ai genitori del Maggiore Giuseppe La Rosa, si esprimono con le seguenti parole: “Voi non siete solo più genitori di tre figli ma lo siete idealmente anche di tutto il nostro corso – hanno scritto i colleghi del maggiore La Rosa, perché Peppe, per noi, con il suo sorriso aperto, la sua determinazione, la sua forza interiore ed esteriore non era solo un amico, un collega, un compagno di mille avventure ma era un fratello”. “Il dolore che ci attanaglia è lancinante, ci si chiede come sia possibile che Dio abbia scelto proprio lui tra tanti per rafforzare le schiere degli angeli, ma più il dolore diventa acuto, segnando la carne, contorcendola, rigando il volto di mille lacrime amare, più si insinua in noi la consapevolezza che Giuseppe con il suo ultimo sacrificio, salvando il suo equipaggio dalla forza del male di un atto vile e senza senso, abbia compiuto un atto d’amore così grande, così profondo, così totalizzante che ha visto nella sua morte compiersi in maniera assoluta ciò che era in vita: un uomo generoso, forte, capace e un professionista dal cuore immenso - prosegue la lettera - Ognuno di noi saputa la notizia si è chiuso in un mutismo lancinante, ognuno di noi ha cominciato a vagare con la memoria per tirare fuori tutti i ricordi recenti e remoti legati a Peppe. Da oggi Peppe è l’angelo a cui noi affidiamo le nostre vite e il nostro cammino in questa vita terrena”.

 

 

 

Francesco Cilona nato il 13 giugno 1929 e morto il 21 Agosto 2012. Per decenni fu il corrispondente del Giornale di Sicilia, con le sue cronache puntuali su politica, cronaca nera, cultura, sociale, sport. Dopo aver concluso la collaborazione col quotidiano regionale, aprì barcellonablog, punto di riferimento informativo on-line per la città, aggiornato quotidianamente, fino al giorno prima della morte per il suo pungolare gli amministratori cittadini sulle problematiche che investivano la città. Francesco Cilona lascia un segno in tutti coloro che lo hanno conosciuto, per la sua personale capacità naturale di essere incisivo ed efficace nel raccontare (anche con ironia) le vicende della città che amava. Con il suo blog negli ultimi anni era diventato la coscienza critica, ma costruttiva, dei barcellonesi, osservando le vicende con occhio attento, ma sempre propositivo. E quando lo incontravi per le vie della città, lo si notava sempre affettuoso e presente con il suo dialogare mostrava sempre il suo entusiasmo, le sue idee e il suo grande amore per il giornalismo e per la città.

 

 

 

Un glorioso uomo e combattente Giuseppe Imbesi nato a Barcellona il 12-01-1920 e morto il 15-02-2012 partecipò all’ultimo conflitto mondiale in  Grecia, con il grado di Sergente Maggiore e per il suo eroismo gli è stata conferita la croce al merito di guerra. Dopo il periodo bellico, lasciò la divisa di soldato è svolse l’attività di commerciante. Uomo conosciuto da tutti (per la sua bontà, onesta ed umanità) si dedicò alla famiglia, ai figli, ai nipoti che amò più della sua vita. Alla base del suo pensiero di vita poneva sempre: la dignità morale e sociale che decantava come esempio per tutti. Giuseppe Imbesi con  la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi... 

Lettera a mio padre...

Papà adorato, da quando mi hai lasciata, tutto intorno a me è squallore è tristezza è nostalgia. Tu non ci sei più! Tu eri tutto per me! Tu eri come il sole che riscaldava il mio cuore, come la nebbia che non svanisce mai. Tu eri la stella cometa che illuminava il mio cammino Tu eri la mia vita! Ora senza di te, la mia vita è come un albero senza foglie, un albero senza frutto, un mare senza acqua, un cielo senza stelle. Mi manca il tuo dolce sorriso, quando mi chiamavi, mi mancano le tue belle parole, la tua dolcezza, l’amore che avevi per me. L’unica mia speranza è quella che da lassù tu possa starmi sempre vicino. Ti aspetto nei miei sogni, ogni notte, ogni ora della giornata. Tu sei e sarai sempre nel mio cuore e nella mia mente. Tu che eri tanto colmo di bontà, di umanità e di onestà. La morte cruenta, ti ha rapito all’improvviso, ed io non ho potuto fare nulla  per strapparti a lei! Sono rimasta attonita, mentre tu te ne andavi lentamente e mi chiamavi e mi cercavi! Nessuno da lassù ha ascoltato le mie suppliche! Ora che sei in Paradiso,  dammi tanta forza, stammi vicino, perché tu rimarrai sempre nel mio cuore  che ormai è straziato dal dolore ciao papà…

Silvana Imbesi

 

 

 

Levita Giuseppe nasce a Barcellona P.G. il 6 Agosto 1925 e’ ordinato Sacerdote presso la diocesi di Messina nel '48 a soli 23 anni. Nello stesso anno (1948) " Mons. Angelus Paina" nomina il " reverendo Sac. Josepho Levita, Antonini fiíio» parroco della " Paroecia" di S. Barbarae, frazione del Comune di Montaíbano Elicona dove rimane fino al 14 Febbraio del 1950. Dopo aver partecipato al concorso per la nomina di parroco titolare della parrocchia di San Giovanni Battista in Barcellona, viene assegnato il 25 Febbraio del 1950, quale vincitore, alla suddetta parrocchia dove rimane a svolgere l'attività pastorale fino alla sua immatura scomparsa. Nel novembre del 1955 viene nominato, in sostituzione di Mons. Stracquadaini Salvatore, " Vtcarium Oeconomum» della Cattedrale di Barcellona P.G., nomina che rifiutò per non abbandonare i suoi fedeli e la sua amata Parrocchia di S. Giovanni Battista dove continuò la sua missione dedicandosi ai poveri, ai bisognosi e a tutti quelli che fiduciosi si sono avvicinati a lui. Dal 1957 al 1966 ha retto l'Ufficio di Vicario Foraneo nella Forania di Barcellona che comportava il governo di 17 Parrocchie. L'incarico svolto con precisa puntualità è stato rimesso volutamente nel 1966. Uomo saggio, sacerdote vigilante, persona accorta e umile. Uomo di riflessione, di preghiera, di meditazione, di grande cultura. Non pago del suo sapere, quasi a spronarsi all'approfondimento teologico, dopo il Concilio Vaticano II frequentò, con ottimi risultati, l'Università del Laterano a Roma, dove conseguì, a pieni voti, la licenza in Sacra Teologia con specializzazione in Pastorale. Amò la sua famiglia quanto la sua comunità facendo della parrocchia la sua casa. Lì a San Giovanni Battista era presente a chiunque avesse bisogno di lui, di un suo consiglio, di una parola di conforto o soltanto di sana compagnia, lì trascorreva tutto il suo tempo, lì muore in una grigia mattina del 28 Marzo del 1990 mentre il cielo piange la sua scomparsa e la terra trema per il grande dolore.

 

 

 

Rossitto Filippo nacque nel 1807 e morì nel 1879. Patriota risorgimentale, scrittore municipale, archeologo, al quale la sua città natale ha elevato un busto in bronzo in Piazza Duomo. Molto stimato da Paolo Sansone, fondatore dell' Assemblea di Storia Patria. Membro dei Pellegrini Affaticati di Castroreale. Diede a Barcellona Pozzo di Gotto la prima storia comunale, finita di scrivere nel 1866 e stampata per l' Ed. Crupi di Messina nel 1911. Le poche copie rimaste sono conservate nella Biblioteca Comunale.

 

 

 

Cassata Nello  nato nel 1913 a Barcellona ci ha lasciati nel 1997. Laureato in Giurisprudenza, conferenziere dalla fervida vena. Si interessò con passione di folklore e civiltà siciliana. Poeta dialettale, conseguì vasti consensi. Tra le sue opere vanno ricordate "Barcellona Pozzo di Gotto nel Risorgimento", "Barcellona Pozzo di Gotto dal 1860 ad oggi", "Aranciu amaru" e "Ascolta fratello". Fece parte dell'Amministrazione comunale, dove ricoprì la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione, appassionato promotore di una "politica della cultura", fu animatore e direttore onorario della Biblioteca comunale.

 

 

 

Mandanici Placido  nato a Barcellona il 3 luglio 1799, fu un grande contrappuntista e trattò tutti i generi musicali. Diplomatosi al Conservatorio di Palermo nel 1820, studiò composizione a Napoli sotto il celebre Raimondi. In questa città ottenne la direzione dei regi balli tra i quali spiccò per invenzione e musicalità "Aghar Gran Mogol". Le oper più note sono "L' Isola disabitata" (1829), "Argene" (1832), "La mogliedi mio marito ed il marito di mia moglie" (1833), "Il rapimento" (1837), Il buontempone di Porta Ticinese" (1841), "Maria degli Albizzi" (1843). Il nuovo teatro che sta sorgendo nella Villa porterà il suo nome, come quello costruito sotto i Borboni nel 1844, andato distrutto dal sisma del 1908, e come quello costruito nel ventennio fascista andato distrutto dall'incendio del 1967. Morì a Genova il 6 giugno 1852 ed è sepolto in quel Cimitero. La Regione Siciliana ha fatto scolpire una sua immagine in bronzo e l' ha donata al Comune di Barcellona. Delle sue opere si trovano tracce in tutta Europa. Di Placido Mandanici esiste una sola incisione. E' un CD registrato dal vivo a Barcellona P.G. il 19 settembre 1999 durante l'esecuzione della  "Messa di Requiem", eseguita dall'orchestra e coro dei Conservatori di Messina e Genova, diretti da Giuseppe Ratti.

 

 

 

Pino Balotta Nino  nato a Barcellona il 17 settembre 1909. Poeta in lingua e in dialetto. Scienziato, critico, saggista. La sua "opera omnia" è stata presentata nell' Ateneo messinese da Aurelio Rigoli e Giuseppe Spagnoletti il 13 novembre 1984. Durante le prime elezioni democratiche del dopoguerra si schierò con la lista vincente della "Bilancia" divenendo il beniamino della piazza e il leader dei lavoratori. Morì a Barcellona nel 1987.

 

 

 

Carmelo Santalco (San Marco d'Alunzio, 3 novembre 1921 - Barcellona Pozzo di Gotto, 16 luglio 2005), politico, scrittore, sindaco e vice sindaco dal 1956 al 1992, ha fortemente contribuito allo sviluppo della città. Deputato e assessore regionale per 3 legislature, Senatore della Repubblica dal 1972 al 1994, sottosegretario e per 10 anni Questore del Senato, ha scritto molti libri tra cui "Stalag 307", "Diario di prigionia" e "L'altro Garibaldi".

 

 

 

Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe  nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 1945 frequentò la facoltà di Economia e Commercio all'Università di Messina. Appassionato di giornalismo e militante nel Movimento Sociale Italiano. Alfano comincia a collaborare con alcune radio provinciali, con l'emittente locale Radio Tele Mediterranea ed è corrispondente de La Sicilia di Catania. Era l'8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. Beppe stava rientrando nella sua casa in via Trento, quando fu avvicinato da un uomo, forse un conoscente. Beppe accostò sulla destra, abbassò il finestrino della sua Renault 9. Erano da poco passate le 23.20 quando gli esplosero tre colpi di pistola. A sparare fu una calibro 22, un'arma da professionisti.

 

 

 

Bolognani Giuseppina  nata nel 1807, morì nel 1879. Popolarmente intesa "Peppa 'a Cannunera" fu una vera eroina risorgimentale perchè nella giornata del 31 maggio 1860 in Catania si mise a capo dei patrioti liberali e, impossessatasi di un cannone lasciato incustodito dai borboni, li guidò all'attacco della cavalleria nemica. Per il suo coraggio le venne assegnata dal Governo italiano la medaglia d'argento al valore militare. Dirimpetto a Palazzo Longano sorge un monumentino in ricordo del suo gesto eroico.

 

 

 

Attilio Manca L’urologo trentacinquenne il 12 febbraio 2004 fu trovato senza vita nella propria casa di Viterbo in circostanze poco chiare e attualmente oggetto di indagine giudiziaria. Aveva in programma un periodo di volontariato in Bolivia con Medici senza Frontiere, a cui sarebbe seguito un training a Cleveland (Stati Uniti. Attilio Manca per i meriti scientifici poco più che trentenne è stato uno dei primi urologi in Italia ad eseguire un intervento alla prostata per via laparoscopica, una tecnica appresa nell'ospedale Montsouris di Parigi.

 

 

 

Salvatore Crinò pittore e scultore, nacque a Messina il 13 giugno 1895, da genitori barcellonesi: Sebastiano e Paola Cutroneo. Dal 1918 al 1925 visse a Roma, dove lavorò alla "Lega Italiana”. Tornato a Barcellona, iniziò a lavorare come intagliatore, e nel 1929 venne assunto al Comune di Barcellona come impiegato. Con lo scoppio della seconda Guerra Mondiale fu richiamato alle armi ed assegnato alla Milizia. Alla fine della guerra non venne più riassunto al Comune di Barcellona perchè ritenuto compromesso col precedente regime. Riprese allora a dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di intagliatore e scultore assieme al figlio Sebastiano, occupandosi principalmente della progettazione ed esecuzione di mobili in stile intagliati in legno, eseguiti su commissione ed ancor oggi esistenti e conservati in abitazioni private, alternandolo con la direzione della Scuola serale di disegno della Società Operaia di Mutuo Soccorso  e con l'insegnamento del disegno in una scuola privata di Spadafora negli anni cinquanta. Lasciata nel 1969 la direzione della Scuola di disegno, morirà a Barcellona il 28 agosto 1972. Tra le opere di pittura da annoverare il Sacro Cuore su tela, iniziato nel 1948, rimasto incompiuto, e il ritratto di Garibaldi ad olio del 1962, di proprietà della Società Operaia di Barcellona. Tra le sculture ricordiamo la statua di Santa Rita, scolpita nel 1948 in collaborazione col figlio Sebastiano, conservata nella chiesa del SS. Crocifisso, e l'Urna del Cristo Morto, realizzata tra il 1928-29, e custodita a San Giovanni. Nella Biblioteca Comunale di Barcellona  è esposto  un suo busto modellato  nel 1995 dallo scultore Salvatore De Pasquale.

 

 

 

Cattafi Bartolo nato a Barcelona il 16 luglio 1922, è stato classificato dalla critica più qualificata tra i più significativi poeti del dopoguerra per la geniale interpretazione della inquietuine universale dell'uomo. Dopo la sua morte avenuta prematuramente a Milano nel marzo del 1979, l'Ammiistrazione comunale gli ha eretto un busto in bronzo, opera dello scultore Filippo Minolfi. Per onorare la memoria il Comune ha indetto il "Premio Cattafi" che ha fatto convergere a Barcellona i più specializzati critici e i più famosi letterati d'Italia.

 

 

 

Carmelo Genovese, medico, pubblicista e docente di estetica sperimentale, è nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 1° luglio 1917 ed è morto a Bologna, città dove risiedeva, il  2 marzo 1997. Nella sua città natale ha studiato fino al Liceo, per poi frequentare l'Università e laurearsi a Bologna in medicina. Ha insegnato Estetica Sperimentale e Teoria della percezione alle Accademie di Belle Arti di Firenze e Bologna. A partire dal 1982  ha organizzato a Barcellona P.G. i Colloqui nazionali ed internazionali sui Personal Computer, di cui era un grande esperto, tanto da produrre delle opere che hanno partecipato alle mostre su Arte e Computer alla Besana di Milano e all'Immagine Elettronica di Bologna. E’ stato vice presidente dell'Associazione Internazionale di Estetica Sperimentale dell'Università di Parigi, e tra i primi, a livello internazionale, a proporre nel 1958 la grafica applicata al computer. In quest’ottica un paio d’anni dopo ha fondato, assieme a docenti delle Università di Bologna, Ferrara e Padova, il "Centro Ricerche Attività Umane Superiori", in sigla C.R.A.U.S., con sede a Bologna e per un periodo negli anni settanta operante anche a Messina.

 

 

 

Enzo Manteria, poeta e scrittore, è nato a Napoli il 25 gennaio 1933, ed è morto a La Spezia, dove risiedeva da tempo, il 12 aprile 2007. In gioventù è vissuto a Barcellona Pozzo di Gotto, e negli anni sessanta fece parte, come segretario, del comitato mandaniciano istituito per valorizzare la figura del musicista Placido Mandanici. La sua ultima presenza  a Barcellona risale al giugno 2004, proprio in occasione di una mostra-installazione su Placido Mandanici. Laureato in Giurisprudenza, collaborava con riviste di poesia. Per due volte è arrivato in finale al concorso per l'assegnazione del Premio Internazionale di poesia Lerici Pea nel 1994 e nel 1995. Nel 1999 ha pubblicato con l'editore Lo Faro di Roma la silloge di poesie Cuori e Colori e nel 2003 sempre con lo stesso editore ha pubblicato il romanzo Fiore Acerbo, con lo pseudonimo di Franco Mavi. Nel 2004 ha dato alle stampe con l'editore Battei di Parma il volume Poesie. Nell'aprile del 2005 ha ottenuto il premio speciale della Giuria al concorso Il Golfo di La Spezia per la sezione narrativa con il romanzo Fiore Acerbo e con lo stesso libro il premio speciale della Giuria al concorso internazionale di letteratura Portus Lunae edizione 2006 di La Spezia.

 

 

 

Alberti Nino (1940-1991) Fondatore della Polisportiva Fiamma Tirrenica e dell’Amatori Sport Duilia. In 32 anni di attività educò allo sport migliaia di giovani barcellonesi. La sua opera nel campo dell’atletica, del rugby, del basket fu immensa, mai legò lo sport con la politica e la sua dedizione ai giovani fu senza riserva, invidiabile ad un vero padre. Appassionato trascinatore, con grande spirito di sacrificio portò ai vertici nazionali atleti barcellonesi come: Mangano, Buttà, Abbate, Triolo, Iarrero, De Caro, Rappazzo, Torre… Facendo conoscere, in Italia, gli aspetti positivi della nostra città. Fu un uomo onesto e si impegnò con sacrificio al lavoro e alla famiglia, dedicò la sua vita allo sport con spiccata competenza e passione finalizzata esclusivamente al raggiungimento di alti valori umani e sociali.

 

 

 

Alessandro Manganaro è nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 26 giugno 1917 ed è morto il 25 ottobre 1994. Insegnante di greco al Liceo Classico “Luigi Valli” della sua città, si è laureato a Palermo con una tesi sull’architetto siciliano Angelo Italia, pubblicata in volume nel 1940. Ha partecipato attivamente alla vita culturale non solo cittadina, mettendo a disposizione la sua vastissima cultura umanistica, fornendo sempre preziosi consigli e contributi vari, presentando libri, mostre e relazionando in conferenze su svariati argomenti. Ha tradotto la commedia plautina “Per tre soldi” per il Teatro Sperimentale di Michele Stilo, messa in scena nel 1951, e nel 2004 riproposta dall’Associazione Teatrale “S. Cattafi”. Si è occupato di poesia neogreca, traducendo poesie di Sikelianós, Elitis, Seferis, Ritsos e Engonópulos, e illustrandole nel 1963 sul Gazzettino di Venezia. Per l’editore Mondadori ha tradotto nel 1965 il romanzo dello scrittore greco moderno Stratis Myrivilis “I quaderni di guerra del sergente Costula”. La Pro Loco di Barcellona, intitolata proprio a Manganaro, gli ha dedicato un omaggio nel decennale della scomparsa, pubblicando nel 2004 il volumetto “Quaderno di Grecia, poeti neogreci”, curato da Carmelo Geraci ed edito dalla Pungitopo.

 

 

 

Alberto Torre è stato definito “figura leggendaria della cultura barcellonese”. E’ nato nel 1908 ed è scomparso il 17 dicembre del 1998. Pur avendo dedicato la sua vita a ricercare e a raccogliere materiale sul musicista  Placido Mandanici, Alberto Torre non si occupava solo di musica. Passava le sue giornate a leggere i quotidiani, a selezionare gli articoli ritenuti più significativi, che faceva confluire nella raccolta dell'archivio stampa della Biblioteca Comunale, da lui stesso iniziata allorquando ne era stato Direttore. Grazie anche alla sua pioneristica ed appassionata opera la nostra Biblioteca possiede oggi una vasta raccolta di articoli sui più svariati argomenti, ma soprattutto sulla città. E' stato collaboratore di vari giornali: l'Ora, il Soldo, il Punto, Barcellona Sport, il Setaccio, la Molla. I suoi articoli si distinguevano per il caratteristico modo di scrivere, quasi dei corsivi densi di punti esclamativi e puntini di sospensione, poco ortodossi delle regole del giornalismo.  Soprattutto coglieva, nei suoi pezzi sui personaggi locali, l'aspetto aneddotico, il fatto curioso che caratterizzava il soggetto da lui scelto. Folgoranti i necrologi di personaggi locali: brevi "pezzi" che delineavano e caratterizzavano esattamente, ma senza retorica, gli scomparsi.

 

 

 

Giuseppe Cutroni Zodda (05/09/1819 - 12/08/1896), operaio bottaio, in un'epoca in cui l'economia della città si fondava principalmente sulla produzione vitivinicola, si dedicò intensamente al proprio lavoro, trasformando la sua attività da semplice bottega ad efficiente fabbrica. Divenuto milionario, cattolico e filantropo, condivise la sua fortuna con i più disagiati, profondendo il suo impegno in numerose attività benefiche. Merito maggiore del Cutroni Zodda rimane quello di aver dato vita ad un nosocomio per la cura di quei sofferenti che, per mancanza di mezzi, non avevano la possibilità di curarsi. Per perseguire questo progetto, oltre a donare il suo fabbricato, posto in Pozzo di Gotto tra le chiese di Gesù e Maria e dell'Assunta, lasciò per testamento la somma di L. 120.000 per l'acquisto degli arredi. Morto prematuramente nell'agosto del 1896, non riuscì ad assistere all'inaugurazione della sua fondazione, avvenuta il 5 febbraio del 1899.

 

 

 

Carlo Bisazza nato a Barcellona il 1° gennaio del 1940, è morto a Palermo il 30 giugno 2002. Diplomato alla scuola di giornalismo, era stato corrispondente dalla sua città, negli anni sessanta, del Giornale di Sicilia, dell’ANSA e della Rai. Fu un antesignano, un pioniere, della stampa periodica locale. Fondò e diresse Sicilia Stampa, il Risveglio dell’Occidente, Miles, L’Idea sociale. Trasferitosi a Palermo, continuò nel capoluogo l’esperienza del Risveglio, che nel 1989 uscì nuovamente nelle edicole barcellonesi con cronache cittadine. Coniugò da sempre giornalismo ed editoria, pubblicando sia i giornali da lui fondati e diretti, ma anche libri ed opuscoli. Svolse attività di librario e si dedicò in gioventù, alla poesia. Esiste infatti un raro fascicolo di sue liriche, Aneliti di gioventù, del 1955, con prefazione di Nello Cassata. La prima libreria di Bisazza a Barcellona ebbe sede nella via Garibaldi, nel tratto compreso tra la via Umberto I e la via Longo. Successivamente si spostò in via Roma, proprio dove oggi ha sede la libreria Gutenberg. 

 

 

 

Michele Mazzù era laureato in legge, ma non aveva mai esercitato come avvocato, dedicandosi con i suoi fratelli all’attività commerciale, gestendo un negozio di colori e ferramenta. Appassionato cultore di cinematografia, si era lanciato con fervore nell’attività teatrale, facendo parte del Teatro Sperimentale Universitario di Barcellona, fondato da Michele Stilo negli anni cinquanta del novecento, e del Gruppo Teatrale Salesiano. All’interno di queste associazioni si era occupato della scenografia, della sceneggiatura, della revisione dei copioni, e ovviamente della recitazione. Nella Passione di Gesù, messa in scena varie volte nel teatro dei Salesiani, interpretava la parte di Nicodemo, colui che difese Gesù all’interno del Sinedrio e partecipò alla sua sepoltura. Ma il teatro dei Salesiani gli veniva un po’ stretto, tanto che avrebbe voluto mettere in scena, per esempio, una tragedia greca, memore dei tempi del Teatro Sperimentale di Stilo. E’ scomparso l’8 febbraio del 2003

 

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